pubblicazioni - ultime uscite


Nuove forme d'interazione: dal web al mobile

a cura di Guido Ferraro e Anna Maria Lorusso

Il web e i nuovi media rappresentano senza dubbio la più importante novità apparsa nel mondo della comunicazione negli ultimi decenni. Le nuove piattaforme social, con i loro simulacri identitari; le nuove forme di gestione e presentazione del sapere, più complesse dei classici siti (si pensi al caso dei blog), l’ingresso di strumenti mobile, ove i processi di comunicazione vengono a intrecciarsi in forme inedite con la diretta esperienza di vita, l’avvento dei big data, con la mole di informazioni che mettono a disposizione, la costituzione di archivi che non hanno più nulla, talvolta, di istituzionale, portano  sempre più lontano dalle forme testuali cui siamo stati abituati, richiedendo l’elaborazione di nuovi strumenti di analisi e comprensione.

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Digital Reputation Management Semiotica, Management, Tecnologie

Sebastiano Paolo Lampignano

Mai come oggi la gestione della reputazione è stata oggetto di indagine, soprattutto perché il suo veicolo non è più semplicemente il passaparola fisico ma quello immateriale che esplode in rete. Il mondo digitale collassa tempo e spazio, la velocità di diffusione delle critiche rischia di annullare qualsiasi difesa, la risposta maldestra a una crisi può rivelarsi estremamente costosa. La confusione tra Reputazione e Notorietà non aiuta nella comprensione del fenomeno. Può essere utile ripartire dagli schemi semiotici del credere e del sapere, dell’affidabilità e della credibilità, della fiducia e della diffidenza, per costruire strategie di supporto a relazioni digitali efficaci e consapevoli, in sintesi strategie di Marketing Digitale. In questo, i lavori di Peirce, Greimas e Landowski, risultano di estrema importanza. Sulla base dei processi semiotici individuati è allora possibile proporre uno schema operativo: il Digital Reputation Management - Life Cycle, attraverso il quale organizzare l’insieme delle attività e delle professionalità richieste per la costruzione della proiezione pubblica ed eventuale difesa da attacchi sui social network. Completano il volume testimonianze e riflessioni di professionisti, manager, imprenditori del settore e docenti universitari.

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Testimoni di guerra. Cinema, memoria, archivio

Massimiliano Coviello

Questo volume indaga le figure e i racconti del testimone all’interno del cinema contemporaneo con una particolare attenzione alla rappresentazione dei conflitti compresi tra la fine del Novecento e il primo decennio del nuovo millennio. Si tratta di un arco temporale durante il quale le guerre, dalla prima guerra del Golfo a quelle proclamate contro le minacce terroristiche successive all’attentato contro le Twin Towers, e le loro rappresentazioni sono state investite da innovazioni tecnologiche che hanno trasformato radicalmente sia la logistica militare sia i campi e le modalità percettive del conflitto.

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Tra Saussure e Hjelmslev. Ricerche di semiotica glossematica

Cosimo Caputo

Nella sua derivazione dalla linguistica la semiotica è strutturale e di ispirazione saussuro-hjelmsleviana, connotazione di una epistemologia che coniuga vocazione al rigore e vocazione alla ricerca empirica nella descrizione dei fenomeni di significazione.
La semiotica glossematica non si riduce pertanto allo spazio chiuso della “langue” o al formalismo esasperato delle connessioni funzionali senza riferimento agli operatori di tali connessioni: il corpo, la “parole”, l’istituzione sociale, e con la sua architettura stratificazionale conduce al cuore del lavoro semiosico e semiotico. Una semiotica, quindi, aperta alla ricerca filosofica sul senso e sulle sue condizioni di possibilità.
A cento anni dalla morte di Saussure e a cinquanta da quella di Hjelmslev la loro voce si fa ancora sentire.
 

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Semiotica e decrescita. Obiezione al consumo cooperazione internazionale e sovranità alimentare: un nuovo paradigma

Roberto Pellerey

Decrescita, la crescita di movimenti e associazioni che sperimentano forme concrete di obiezione al consumo e alla trasformazione dei beni in merce (gruppi di acquisto solidale, reti di produzione e di distribuzione di beni esterne al circuito commerciale, gruppi di acquisto collettivo della terra, distretti di economia solidale, reti dei semi rurali...) sono gli elementi di un nuovo paradigma culturale che si sta costituendo oggi attorno al dibattito sui modelli dello sviluppo e sul rapporto tra sviluppo e benessere. Una mappa dei principi teorici e delle pratiche operative ricorrenti di questo paradigma, una realtà effervescente e dinamica ignorata dai media, ne evidenzia tratti comuni come la Sovranità Alimentare, obiettivo comune delle organizzazioni contadine nei paesi impoveriti e degli organismi che nei paesi occidentali operano in un progetto complessivo di demercificazione della società.

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Graphic novel. Confini e forme inedite nel sistema attuale dei generi

Cristina Greco

Questo libro propone la lettura di una forma di testualità emergente nel panorama editoriale contemporaneo: il graphic novel. Dall’autobiografia al reportage giornalistico, dal racconto diaristico all’impiego del documento d’archivio, il volume presenta alcuni esempi di analisi testuale nel quadro di questioni di interesse semiotico quali, ad esempio, gli effetti di realtà e di verità e la costruzione delle soggettività e delle identità collettive. Dai quaderni dei bambini della scuola di Beslan in Anna Politkovskaja alla solitudine del viaggio ne Il fotografo, dalla follia di Bertrand Russell in Logicomix al vissuto di traumi collettivi in Yossel, l’analisi si muove tra questi e altri testi alla ricerca della significazione e dei valori profondi, al fine di comprendere il modo in cui i generi si manifestano nel discorso sulla memoria individuale e collettiva tenuto dal graphic novel. Nel far questo, l’autrice compie un passaggio dall’analisi dei linguaggi del fumetto a una sua concezione nel quadro di una semiotica della cultura: all’esame della specificità semiotica di tale forma espressiva, si affianca uno studio del graphic novel come forma di autorappresentazione delle culture. 

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Social Guerrilla. Semiotica della comunicazione non convenzionale

Paolo Peverini

Adesivi mimetizzati nel tessuto degli spazi urbani, performance di attivisti nascosti tra i passanti, oggetti fuori posto inseriti all’interno di luoghi del consumo (shopping mall, supermercati), spot apparentemente amatoriali concepiti per diffondersi sfruttando le logiche della partecipazione tipiche dei social network. 
 

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Paesaggi metropolitani. Teorie, modelli, percorsi

a cura di Ilaria Tani

La città è oggi al centro di un ampio dibattito che coinvolge diverse competenze disciplinari. Pensato sia come strumento di sintesi e ricostruzione, sia come apertura di nuovi possibili percorsi di ricerca, questo volume discute rilevanti aspetti dell’analisi della dimensione urbana nella prospettiva sociologica, semiotica e linguistica. Alla base del percorso a più voci così delineato si pone la nozione di paesaggio urbano inteso come forma fluida, irregolare, mutevole e plurale di organizzazione dello spazio umano. La città è infatti il prodotto di una molteplicità di modi di osservare, immaginare e pensare lo spazio ma anche di abitarlo. Di tutto questo si intende dare conto attraverso segmenti di indagine funzionali alla messa a fuoco dei diversi livelli di analisi oggi chiamati in causa nella riflessione sulla città come luogo di esperienza.


Contributi di Pierluigi Cervelli, Vincenza Del Marco, Laura Ferrarotti, Cristina Greco, Valeria Giordano, Luca Massidda, Stefania Parisi, Isabella Pezzini, Franciscu Sedda, Ilaria Tani.

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Corpi mediali. Semiotica e contemporaneità

a cura di Isabella Pezzini e Lucio Spaziante

La vita quotidiana si presenta oggi come una semiosfera complessa nella quale convivono entità dallo statuto ibrido, reali e mediali, fisiche e digitali, pubbliche e private, cognitive e sensibili. Le forme testuali e discorsive in cui tutto ciò si manifesta presentano caratteri nuovi e in apparenza sfuggenti, che sembrano sfidare le capacità analitiche e descrittive consolidate. 

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Paesaggi della memoria. Il trauma, lo spazio, la storia

Patrizia Violi

Da Auschwitz in poi sempre più spesso oggi si incontrano, in ogni parte del mondo, luoghi di memoria molto particolari che derivano dalla trasformazione in forma museale di prigioni, campi di concentramento e sterminio, spazi dove si sono consumati orrori e violenze di massa. 

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Annunciazioni. Percorsi di semiotica della religione

Massimo Leone

Di tutte le annunciazioni che popolano la storia umana e le sue svariate tradizioni, al semiologo non interessa la fonte in sé, il numinoso che all’umano si rivolge per significargli di volta in volta la propria presenza, intenzione, sensibilità; interessa, piuttosto, il modo in cui a seconda delle epoche storiche, dei contesti culturali, delle vicende sociali, ma anche delle sensibilità individuali, uomini e donne hanno utilizzato i materiali del mondo, quelli dell’immanenza, per forgiare i significanti del divino.

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Introduzione a Barthes

Isabella Pezzini

Protagonista indiscusso della cultura internazionale, riconosciuto in tutto il mondo per l’originalità delle sue tesi e la finezza della sua scrittura, autore di libri diventati best sellers: è Roland Barthes, uno degli intellettuali più importanti del Novecento. Per primo ha indagato la società dei consumi, dalla moda all’alimentazione, dai viaggi al discorso politico, dall’arte alla fotografia; per primo ha divulgato i principi di una nuova disciplina, la semiologia. Molti suoi concetti si sono rivelati centrali nella cultura contemporanea come le intuizioni sul diffondersi della narrazione e del discorso autobiografico e sentimentale, la centralità del fruitore, la necessità del piacere e di un approccio estetico al mondo quotidiano. La sua opera è un prezioso strumento di rilevazione, una potente messa a fuoco di ciò che oggi va sotto il nome di ‘società della comunicazione’.

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Capire la semiotica

Maria Pia Pozzato

La semiotica è considerata spesso una disciplina complicata. La sua terminologia è fatta di neologismi apparentemente astrusi dietro i quali vi sono spesso concetti semplici, legati a operazioni comuni, quotidiane, come il costante impegno dell’essere umano a dare un senso a ciò che lo circonda. I suoi concetti principali, se spiegati con chiarezza, sono quindi tutt’altro che difficili.
Il testo, ricchissimo di esempi concreti, nato dall’esperienza di insegnamento più che ventennale dell’autrice, ha lo scopo di introdurre gli assunti di base della semiotica, rimandando a successivi approfondimenti gli aspetti tecnici e filosofici più complessi della disciplina.

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Emilio Garroni e i fondamenti della semiotica

Cosimo Caputo

L’affermazione della semiotica in Italia ha visto il fondamentale contributo dell’estetica. Emilio Garroni e Umberto Eco ne sono stati i principali protagonisti. Entrambi hanno trovato supporto nella teoria del linguaggio di Louis Hjelmslev (alla quale per altro verso ha rivolto la sua attenzione anche Galvano Della Volpe), ma, a differenza di Eco, che ha coniugato la teoria hjelmsleviana con la semiotica di Peirce, Garroni, almeno fino a tutti gli anni ’70 del Novecento, ne ha avviato una puntuale, penetrante e ineludibile lettura che ne ha accresciuto la portata teorica, diventando così il primo, grande interprete italiano del linguista danese e un pioniere della semiotica glossematica.
Se in un primo tempo la ricerca garroniana si è configurata come una estetica (che è) semiotica: una estetica che utilizza strumenti semiotici, in un secondo tempo è venuta delineandosi come una semiotica (che è) estetica: una semiotica del sentire, una semiotica non cognitiva che riporta a una condizione non intellettualistica o all’originaria adesione del soggetto al suo stesso fare esperienza della vita, al suo sentirsi con altri e sentire l’altro.

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Fondamenti di teoria sociosemiotica. La visione "neoclassica"

Guido Ferraro

Il libro presenta per la prima volta una visione d’insieme della semiotica d’indirizzo “neoclassico”: si tratta di una rivisitazione attuale dei concetti chiave della disciplina, realizzata poggiando “sulle spalle” dei grandi maestri della semiotica europea: da Saussure a Durkheim, da Propp a Greimas, da Lévi-Strauss a Prieto.
Viene così esposta la prima teoria integrata del segno, conseguita a distanza di un secolo dalle capitali indicazioni saussuriane. Più in generale, ripensando la semiotica come scienza sociale a tutti gli effetti, si propone qui un quadro della disciplina ricompattato in una visione unitaria, che rompe la tradizionale sconnessione tra teoria delle relazioni segniche, modello dei processi di comunicazione, analisi della dimensione narrativa, teoria della significazione visiva, semiotica dei processi patemici. Tra gli altri aspetti innovativi, si possono citare un’applicazione chiarificatrice della coppia topic/focus ai testi narrativi, l’analisi a confronto tra diverse teorie del testo presenti in semiotica, la ridiscussione del concetto di interpretazione, l’individuazione dei dispositivi che generano gli effetti di senso patemici, l’analisi della relazione dinamica tra stabilità del sistema e innovazione creativa.

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Semiotica delle soggettività. Per Omar

a cura di Massimo Leone e Isabella Pezzini

Nella sua tradizione la semiotica ha messo a fuoco in modi diversi la questione della soggettività, rielaborandone progressivamente la nozione nel contesto dei suoi assunti più generali. Nato dai lavori del XL Congresso dell’Associazione Italiana di Studi Semiotici (AISS), questo volume si propone da un lato di riprendere, esplicitare e aggiornare in modo organico questa linea di riflessione teorica, dall’altro di verificare criticamente la capacità analitica della disciplina, mettendola alla prova su corpus e oggetti particolarmente significativi per questo tema. Nella prima parte, molti dei saggi in effetti rimettono in questione l'idea che la semiotica si sia costituita sin dall'inizio nei termini di un paradigma oggettivista, altri si interrogano più radicalmente sul significato di termini che spesso comportano la vaghezza dei loro usi correnti, anche quando sono assunti come espressioni metalinguistiche, proponendo ridefinizioni epistemologicamente più attente. Accanto alle riletture di autori classici come Saussure, Peirce, Benveniste, viene rappresentato il dibattito semiotico attuale sui modi di intendere il dispositivo dell'enunciazione, se ne esplorano la dimensione sociale e culturale, e i vincoli espressivi che esse pongono in casi specifici e significativi, come nella figurazione dell'anima o dei sogni, o nel dibattito sui generi o il postumano. La seconda parte del volume è dedicata a Omar Calabrese e alla sua ricerca sull'enunciazione visiva: raccoglie gli interventi di molti dei suoi allievi senesi, un saggio di Victor Stoichita su Blow Up di Antonioni e un affettuoso ricordo di Umberto Eco a partire dal libro di Calabrese Mille di questi anni.

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Uno sguardo più attento. I dispositivi di senso nei testi cinematografici

a cura di Guido ferraro e Antonio Santangelo

Di cosa parlano i film? E cosa dicono, che posizione prendono rispetto a ciò di cui parlano? Sono domande complesse, certo, ma appena si cerca di rispondervi in modo concreto, analizzando l’uno o l’altro testo, ci si rende conto non solo di quante differenti problematiche ci si aprono davanti, ma anche della grande diversità e, a conti fatti, dell’incompletezza dei modelli teorici di cui disponiamo. Il libro, riprendendo prospettive tipiche della sociosemiotica, cerca di portare un suo contributo, chiarendo aspetti decisivi delle strutture testuali e narrative. Lo fa operando in termini concreti, mettendo a punto modelli teorici attraverso l’analisi di specifici testi cinematografici, soprattutto italiani (da L’ultimo bacio Mine vaganti, da Respiro aNon ti muovere, da Viola di mare La sconosciuta, da Shrek Melancholia).
Questo consente di affrontare questioni generali, intorno al senso dei testi e ai modi dell’interpretazione, ma anche di esplorare aree e aspetti più specifici, come i meccanismi dell’incipit cinematografico o la rappresentazione dei ruoli sessuali o dei vari tipi di “diversità”. Di interesse per molti inatteso può essere inoltre il confronto tra i modelli teorici sviluppati in semiotica e quelli impiegati nell’ambito più operativo dei manuali per la scrittura di sceneggiature cinematografiche.

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